NON GRATTIAMO IL CIELO!

NOTIZIE

 

Si allontana il sogno del grande palazzo di Sanpaolo Intesa

 

30 SET 2017

Da La Stampa del 03.09.2008

Alla vigilia della seduta del consiglio comunale che finalmente dovrebbe dare il via libera definitivo al grattacielo di Intesa-Sanpaolo da Milano rimbalzano voci di un raffreddamento degli interessi dei vertici della banca per la sua realizzazione. Un comportamento dettato questa volta non da dissidi tra le visioni di Corrado Passera ed Enrico Salza, anzi la gestione della vicenda Alitalia avrebbe fatto ritornare la sintonia tra i due banchieri, quando piuttosto da valutazioni di carattere economico.
Certo i risultati della semestrale sono stati positivi. Però il quadro economico e finanziario non è dei più rosei e anche un gruppo in buona salute come Intesa Sanpaolo ha dovuto fare i salti mortali per fare quadrare il bilancio. E la frenata sul grattacielo tanto voluto da Salza trova proprio origine nei nuvoloni della congiuntura negativa che si addensano ancora nel cielo della congiuntura.
Le condizioni economiche, da quanto il progetto era stato ideato e poi portato avanti, sono cambiate di molto. Con il petrolio che oscilla tra i 140 e 110 dollari al barile il costo delle materie prime è lievitato. In maniera eccessiva, è il ragionamento che vien fatto sul fronte Intesa.
Già nel corso delle discussioni sull’opportunità di realizzare il grattacielo si era passati da un preventivo iniziale di 190 milioni di euro ad una spesa di 350 milioni. Adesso da Milano rimbalzano le voci di una spesa di 600 milioni. Troppi, seppur se diluiti in tre anni, anche in vista dell’operazione di salvataggio della compagnia aerea.
E i ragionamenti economici avrebbero fatto risalire all’interno della banca le quotazioni di chi invoca, quantomeno, una pausa di riflessione. Certo la macchina per la realizzazione del progetto è già avviata: l’architetto Renzo Piano ha presentato il progetto, l’area è stata recintata e i consulenti di Intesa-Sanpaolo sono già ai blocchi partenza per far decollare il grattacielo. Il Comune, per permettere la costruzione entro il 2011, ha concesso alla banca di iniziare i lavori di scavo appena approvata la variante. Teoricamente la gara per l’appalto potrebbe partire fra pochi mesi. Solo per la costruzione delle fondamenta se ne andranno 18 milioni.
Teoricamente, appunto. Già perché un tentativo di congelare il progetto c’era già stato prima dell’estate [url=http://www.replicadereloj.es]relojes replicas[/url] quando c’era ancora incertezza sui risultati semestrali della banca. Voci raccolte nei palazzi della politica di Torino parlano di un colloquio tra il presidente della Compagnia di San Paolo, Angelo Benessia, e il presidente del Comitato di Sorveglianza della Banca, Enrico Salza, per capire se la costruzione del grattacielo era ancora una priorità.
La risposta sarebbe stata affermativa anche perché Salza avrebbe messo sul tavolo il destino dei tremila dipendenti che si dovrebbero trasferire nel grattacielo e riaprire le polemiche politiche sul ruolo secondario di Torino nei confronti di Milano. Poi l’impegno di Passera nell’operazione di salvataggio di Alitalia e i positivi risultati della banca avrebbero fatto passare in secondo piano la questione. Certo la consistenza di queste voci potrebbe far leggere in chiave diversa il continuo rinvio dell’approvazione da parte del consiglio comunale della variante che avrebbe dato il via ai lavori per il grattacielo. Tra giugno e luglio le assenze di tanti consiglieri, malgrado l’accordo politico tra il Pd e la sinistra radicale, hanno più volte fatto mancare il numero legale in Sala Rossa. Allora si parlò di sviste. Il 10 settembre quando il consiglio comunale si riunirà con all’ordine del giorno l’approvazione della variante si saprà se quell’interpretazione era corretta oppure no.


 

Archivio delle news | Torna indietro