NON GRATTIAMO IL CIELO!

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Via libera della Commissione Urbanistica - Rassegna stampa

 

30 SET 2017

Il grattacielo si può fare - da La Stampa del 29.02.2008

L’urbanistica cambia la maggioranza

An vota a favore. La sinistra si divide

Beppe Minello

Pino Pata, chi era costui? Il segretario della commissione Urbanistica che, ieri sera, dopo mesi di defatiganti discussioni, ha approvato e spedito in Sala Rossa la delibera che permetterà di costruire il grattacielo di Intesa-Sanpaolo, è stato il granello di sabbia che ha bloccato e poi sconfitto l’oliata e trasversale macchina messa in piedi dalla sinistra e da una parte dell’opposizione per rinviare il voto del documento.
A lui, corpulento oracolo, a un certo punto la presidente Piera Levi Montalcini ha chiesto se il regolamento prevedesse una sospensione «di qualche ora» come chiesto da Antonello Angeleri, appena uscito dall’Udc ma ieri - e fino a lunedì - ancora formalmente capogruppo del partito di Casini, e dal leghista Mario Carossa. «Non siamo architetti - hanno spiegato alla presidente Levi Montalcini - e dobbiamo consultarci con i nostri tecnici per ben comprendere gli emendamenti che l’assessore all’Urbanistica Viano ci sta chiedendo di votare, emendamenti, è noto, che permetteranno alla torre di Renzo Piano di superare del 15% i 150 metri già deliberati».
«Una pausa è prevista, ma solo di pochi minuti e non di ore» è stato il responso di Pino Pata. E dopo tante parole, sul grattacielo i partiti hanno dovuto esprimersi. Certo, su un argomento influente solo dal punto di vista psicologico, ma proprio per questo importantissimo: nel centrosinistra hanno cioè perso la verginità e finalmente votato come credevano meglio, e cioè la sinistra da una parte e Pd dall’altra; lo stesso è accaduto nel centrodestra, con An che si distingueva dagli incerti azzurri di Forza Italia («Il partito non ha ancora deciso come votare» ha rivelato Tronzano, peraltro al termine di un puntutissimo intervento contro la giunta), mentre votavano contro Lega e Udc, ma solo il transfuga Angeleri ché Federica Scanderebech, seduta accanto a lui, diceva che lunedì, in Sala Rossa, il suo partito (due preziosissimi voti) si schiererà per il «sì» al grattacielo.
Un altro, tutto sommato sorprendente sì, almeno per il gongolante capogruppo del Pd Andrea Giorgis, è arrivato dal verde Carlo Zanolini il quale, per la verità, in questo primo scorcio di legislatura s’è sempre distinto per una certa autonomia dal resto del partito, tanto da dichiarare di non voler seguire i seguaci di Pecoraro Scanio nell’avventura della Sinistra arcobaleno e di essere fedele a Chiamparino. E ieri girava voce, smentita però dal diretto interessato, che Zanolini sarebbe intenzionato a passare nelle fila del Pd. Respinta la richiesta di una pausa, i lavori della Commissione si sono trascinati fino al voto decisivo.
Un’agonia, seguita a passo a passo [url=http://www.replicadereloj.es/relojes/iwc]iwc replicas[/url] da decine di rappresentanti dei movimenti anti-grattacielo, resa un attimo meno pesante quando la Sinistra (Rifondazione, Sd e Comunisti italiani) insieme con l’ex-Udc Angeleri e il leghista Carossa hanno chiesto di spostare a dopo le Politiche qualsiasi decisione: «Evitiamo strumentalizzazioni». Argomento fatto a pezzi dal giovane Ravello di An: «Ma non vi vergognate? Abbiamo paura di dire come la pensiamo? Di votare? Assumiamoci le nostre responsabilità». E il voto è stato chiaro: i rappresentanti di 28 consiglieri (Pd, Verdi, An, Moderati, Socialisti, Italia dei Valori) hanno votato sì alla delibera e 19 sono stati i no: Comunisti italiani, Forza Italia, Lega, Rifondazione, Udc e Sinistra democratica. Assenti La Destra e i brambilliani. Lunedì si replica in Sala Rossa. Portatevi un sacco a pelo e thermos caldi di caffè.


Lunedì i due grattacieli di Torino vanno al voto della Sala Rossa – da Torino Cronaca del 29.02.2008

La commissione Urbanistica di Palazzo Civico ha concluso l’esame delle varianti

Erica Di Blasi


Il grattacielo Intesa Sanpaolo fa un passo in avanti: i lavori di scavo potranno partire già prima dell’approvazione del piano urbanistico esecutivo. Ieri, la delibera contenente l’ultima variante al piano regolatore, quella insomma per superare i 150 metri di altezza e arrivare così a 164, è stata liberata con 28 voti favorevoli e 19 contrari dalla commissione Urbanistica e approderà lunedì prossimo in consiglio comunale. Insieme all’altra variante per la torre che potrebbe essere edificata a Porta Susa. E, facendo due conti, anche la Sala Rossa dovrebbe approvarla. A favore, infatti, c’è una lunga schiera: diciassette voti del Pd, quattro dell’Italia dei Valori, due dei Moderati, uno del Partito Socialista e un altro ancora dei Verdi. A questi si aggiungono i sì dell’opposizione, come quelli di Alleanza Nazionale. I contrari? È presto detto: Lega Nord, Comunisti Italiani, Sinistra Democratica e Rifondazione Comunista. Non è però ancora sicuro come voterà Forza Italia, che ieri ha bocciato in commissione la liberazione delle delibera. L’Udc in aula, ha assicurato Federica Scanderebech, si esprimerà a favore del grattacielo. Ma ieri il partito in Comune era ancora guidato da Antonello Angeleri che dopo aver chiesto due ore di sospensione per approfondimenti sulla delibera, è stato accusato da Andrea Giorgis, capogruppo del Pd «di ostruzionismo perché sono ormai due mesi che questo documento giace in commissione e tutti ne conoscono il contenuto». Sulla sospensione comunque si è votato e ha vinto il fronte dei no. Così i
lavori sono proseguiti, ma i toni sono rimasti accessi. Mario Carossa si è complimentato con l’assessore all’Urbanistica Mario Viano per «la sua variante ad personam: la dimostrazione dell’aver messo via il buon senso di fronte all’eterno Dio denaro». Critiche anche dalla Sinistra Arcobaleno, fatta eccezione per i Verdi. «La relazione di compatibilità ambientale - hanno spiegato Monica Cerutti (Sinistra Democratica), Luca Cassano (Rifondazione Comunista) e Domenico Gallo (Comunisti Italiani) – è stata integrata in modo irrisorio e solo rispetto all’ipotetico incremento di traffico delle due torri, non tenendo conto neanche, ad esempio, del futuro insediamento della Provincia nello stesso ambito. Questo è uno dei motivi per cui chiediamo che la discussione della variante venga sospesa e rimandata a dopo il 13 aprile, concluse le elezioni e quindi in un momento più tranquillo. Si tratta di una decisione che modificherà per sempre il volto della città».
Ma l’assessore Viano è intenzionato ad andare avanti e in tempi brevi perchè «tutti gli approfondimenti necessari ci sono già stati». «Vista la complessità dello scavo per la realizzazione di volumi notevoli - ha poi annunciato ieri in Commissione - i lavori potranno partire già prima dell’approvazione del piano urbanistico esecutivo. A patto però che Intesa Sanpaolo si impegni in una fideiussione per garantire un eventuale ripristino della zona». Insomma sulla torre di Piano non si torna indietro. Ma il comitato “Non grattiamo il cielo di Torino” ha già annunciato che «assisterà al consiglio comunale svolgendo un’assemblea di protesta cittadina a cui
tutti sono invitati».

Il grattacielo divide tutti, decide la Sala Rossa - da La Repubblica del 29.02.2008

Arriverà lunedì in Consiglio comunale la delibera che con una variante urbanistica consente al San Paolo di costruire, nell´area alle spalle del Palagiustizia, il grattacielo di 164 metri con un ultimo piano riservato ad attività pubbliche (un ristorante, un giardino). Ieri è arrivato il via libera dei consiglieri della seconda commissione: una scelta che ha spaccato la maggioranza ma anche l´opposizione, dopo un lungo e acceso dibattito. A favore della discussione in Sala Rossa si sono espressi gli esponenti del Pd, dell´Italia dei Valori, dello Sdi, i Moderati, il verde Carlo Zanolini e quelli di An. Contrari Forza Italia, Udc, Lega Nord, Rifondazione, Pdci, Sinistra democratica. Ma anche all´interno di questo gruppo non sono mancate le differenziazioni: Marco Grimaldi è intervenuto per sostenere che un rinvio della decisioni a dopo le elezioni di aprile, come chiedevano tutti i consiglieri contrari, non aveva senso.
In una sala affollata di esponenti ambientalisti, quelli del comitato "Non grattiamo il cielo", si è discusso di eccezioni e di complesse questioni tecniche per oltre tre ore. Alla fine è arrivato il via libera. Che soddisfa il capogruppo del Pd, Andrea Giorgis («il sì del consigliere verde è significativo») mentre i tre capigruppo dei partiti di Sinistra Arcobaleno (Monica Cerutti, Luca Cassano e Domenico Gallo) ritengono «non concluso l´iter sulla torre: c´è ancora da valutare l´impatto ambientale e paesaggistico». Dello stesso avviso il Comitato: «Lunedì non si concluderà nulla: per questo abbiamo organizzato un´assemblea aperta per mercoledì prossimo nel salone Atc di corso Dante».(ma.pa.)



 

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