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ll sindaco vuole accelerare sul grattacielo

 

30 SET 2017

Grattacielo avanti tutta - da La Stampa del 21.02.2008

Alessandro Mondo


Resa dei conti sul grattacielo di Intesa-Sanpaolo. Nel giro di una settimana il sindaco e la giunta intendono chiudere la partita mandando il provvedimento in Consiglio comunale. Una mossa che radicalizza lo scontro con i partiti della Sinistra Arcobaleno - Rifondazione, Comunisti italiani, Sinistra Democratica - e con la «lobby» che finora ha garantito «l’appoggio esterno»: in primis il Comitato «Non grattiamo il cielo di Torino».
L’accelerata è contenuta nel documento che ieri l’assessore all’Urbanistica ha inviato ai capigruppo di maggioranza. Due paginette in cui Mario Viano mette nero su bianco «il quadro delle intese o comunque degli orientamenti» in vista della seconda commissione consiliare convocata per giovedì prossimo: altezza massima, conteggio sella superficie utile netta, compatibilità ambientale, impatto paesaggistico... La conclusione parla da sola: «Questo mi pare costituisca il quadro della situazione e che la stessa non offra ulteriori elementi di incertezza o ragioni di altri approfondimenti che possano giustificare nuovi rinvii della discussione in aula».
Non si tratta di una richiesta, ma di un annuncio. Viano non lascia spazio ad equivoci: «Chiederò alla prima commissione utile di liberare il documento per l’aula». In caso contrario? «I termini sono ampiamente esauriti, lo manderemo al voto comunque». Della serie: prendere o lasciare. Una dichiarazione di guerra per Luca Cassano (Prc), Domenico Gallo (Pdci) e Monica Cerutti (Sd), convinti che gli «approfondimenti» non siano per nulla conclusi e pronti a votare contro.
Stando ad alcune valutazioni interne al Comune, l’accelerata del sindaco - domani preparerà il terreno in una riunione di maggioranza che si prevede movimentata - è stata innescata da due fattori: la richiesta della consultazione referendaria e la convinzione che la Sinistra Arcobaleno voglia brandire il grattacielo di Piano come una clava da mulinare in campagna elettorale. Non ultimo, i tempi sempre più stretti per l’avvio del cantiere. Da qui la scelta di procedere a tappe forzate, senza farsi logorare fino ad aprile. «Valuteremo tutti insieme nell’incontro di maggioranza - commenta Andrea Giorgis, capogruppo Pd -, ma ormai credo ci siano gli elementi per andare al voto».
Cosa propone Viano? Per cominciare, un emendamento della scheda urbanistica che fissa in 150 metri l’altezza massima nominale consentendo la realizzazione di volumi tecnici, articolati in verticale ed esclusi dal conteggio dell’altezza, «purchè contenuti in un’incidenza massima del 15% dell’altezza nominale». In base al regolamento edilizio Intesa-Sanpaolo potrebbe realizzare una «torre» di 172 metri (150 più 22). «In realtà Piano si era impegnato a non superare la Mole, alta 167 metri», ricorda Viano. Quindi? «Non c’è un’altezza definita, diciamo che l’edificio potrebbe attestarsi sui 165-166 metri».
Nessuna novità sul conteggio della «superficie utile netta»: 50 mila metri quadrati. Compatibilità ambientale: le «raccomandazioni» nel documento di analisi, parte integrante della variante 2006, diventano prescrizioni alle quali attenersi rigorosamente durante la fase di pianificazione esecutiva e di progettazione architettonica.
Infine l’impatto paesaggistico, sul quale si sono concentrate le critiche più vivaci. Viano conferma l’arrivo a breve della nota tecnica in cui la sovrintendente Pittarello preciserà le competenze e le prime proposte di procedura sulla tematica paesaggistica, in linea con il nuovo codice dei Beni Ambientali, ma senza pronunciarsi «su vicende amministrative già consolidate negli atti assunti dagli organi competenti».
Questa la linea sulla quale il sindaco e Viano intendono misurarsi. «La linea dei falchi», secondo Cassano e compagni, pronti ad andare alla conta. Ben vengano gli emendamenti, ma non bastano per considerare terminata la discussione della variante: questo il senso del comunicato prodotto in tempo reale dai capigruppo della Sinistra Arcobaleno. «Non si comprende quale sia l’altezza reale del grattacielo - commenta Cassano -. Viano tira in ballo l’impegno di Piano? Quello è stato un impegno verbale che finora non ha trovato riscontri». «Le due questioni ancora aperte sono la compatibilità ambientale e l’impatto paesaggistico - gli fa eco la Cerutti -. Sul secondo fronte apprendiamo che non si vorrà tenere conto delle osservazioni fatte dalla Pittarello, trincerandosi [url=http://www.relojesdeimitacion.com]imitacion relojes[/url] dietro al fatto che non abbia competenze formali». Secondo Gallo «queste enormi carenze tecniche vanno di pari passo con il mancato coinvolgimento dei cittadini su una modifica così importante dell’assetto urbanistico della città. Ecco perchè abbiamo proposto il referendum consultivo». Domani il primo «rendez-vous» di fronte a Chiamparino.


 

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