NON GRATTIAMO IL CIELO!

NOTIZIE

 

Non potete fare i grattacieli senza il nostro lavoro di controllo e istruttoria

 

10 SET 2018

L’audizione di Liliana Pittarello, direttrice regionale dei beni culturali in Piemonte

Rassegna stampa

Si è svolta in Comune l’ultima della serie di audizioni delle Commissioni Franck Muller replica watches consiliari sul tema grattacielo Intesa San Paolo. Il 24 gennaio è stata la volta di Liliana Pittarello, direttrice dei beni culturali del Piemonte.

La direttrice Pittarello ha incentrato il suo intervento sulla questione paesaggio, viste le sue competenze in materia. Per la Pittarello, "Torino non è Milano, è una città che ha un paesaggio conosciuto da tutti e che è stato comunicato nei secoli". Per la direttrice dei Beni culturali, Torino è una città "disegnata", e ha definito i viali alberati come dei "cannocchiali visivi" che uniscono la città con le regge sabaude in periferia. Liliana Pittarello ha spiegato infatti che la città è sottoposta a vincoli paesaggistici. A Torino esistono 4 vincoli paesaggistici che tutelano la collina, il Po, la strada panoramica collinare e i viali di Torino. Corso Vittorio Emanuele è tutelato fino all’altezza di corso Bolzano, dopo 50 metri, all’altezza di corso Inghilterra sorgerebbe il grattacielo Intesa San Paolo.

La direttrice Pittarello, a differenza della collega milanese che decise di non occuparsi dei grattacieli, lo farà. E' stata aperta, da parte della sovrintendenza regionale, un’istruttoria che sarà chiusa a breve, dopodichè la Pittarello formalizzerà una lettera con le conclusioni dei lavori.

Durante l’audizione la direttrice ha auspicato che la sovrintendenza regionale sia coinvolta nella questione grattacieli a Torino. La Pittarello intende conoscere a fondo il progetto di Renzo Piano e, come richiesto dal comitato "Non grattiamo il cielo di Torino", appoggia l’idea che vengano fatte delle proiezioni, dei rendering ufficiali che tengano conto del grattacielo inserito nel panorama generale della città.

Il discorso della Pittarello è stato accolto con favore dai vari consiglieri della sinistra radicale e da quello della Lega Nord. Dopo le audizioni delle Commissioni consiliari la parola sui grattacieli passa al Consiglio comunale. Il Consiglio attende la nuova variante al piano regolatore e presto arriverà anche la delibera di iniziativa popolare del Comitato.

(notizia a cura del Comitato)

I beni culturali: no ai grattacieli

La Soprintendenza: “Non siamo Milano, stop ai grattacieli” - da La Stampa del 25.01.2008

Emanuela Minucci

E’ arrivata in Comune con mezz’ora di ritardo, ma per Paolo Hutter (comitato «Non grattiamo il cielo di Torino») e i consiglieri della sinistra radicale (tanto scettici su una città costellata da «svettanti e arroganti» torri) mai attesa fu meglio ripagata. Il personaggio in questione è Liliana Pittarello, direttrice regionale ai Beni culturali, alla quale il ministero ha affidato la tutela del paesaggio piemontese. Ieri alle 16 l’esperta è stata convocata dalle commissioni Urbanistica e Ambiente in seduta congiunta, per un’attesissima opinione sui grattacieli in corso d’opera - per ora limitata alle simulazioni via computer - sul territorio di Torino: quattro, per la precisione, così come da licenza del piano regolatore, a partire dalla torre firmata Intesa-Sanpaolo e realizzata dalla sapiente mano di Renzo Piano.
All’inizio l’esperta l’ha presa un po’ alla larga proiettando sul muro della Sala dell’Orologio le diapositive di Augusta Taurinorum, ma, nel giro di cinque minuti, ha distillato una premessa buona per scatenare il sorriso di Paolo Hutter e spegnere quello dell’assessore Mario Viano: «Torino non è Milano, è una città con un disegno, che deve rispondere a vincoli precisi come quelli che proteggono i viali, il fiume e la collina. E poi non siamo in America dove i grattacieli se son brutti li tirano giù. Sbaglia chi dice che bisogna agire con coraggio. Qui non è questione di avere coraggio, bisogna avere un progetto».
L’affondo arrivato di lì a poco: «Stimo molto l’architetto Piano, mi ha addirittura invitato alla sua audizione, ma purtroppo ho ricevuto il messaggio in ritardo. Lo so, lui dice che la sua creatura sarà leggera, trasparente e avrà un impatto leggero sulla città. Ma è evidente che ne parla così: prima di tutto è una sua creazione, non potrebbe fare diversamente». E ancora: «Noi invece dovremo preoccuparci di quel paesaggio che vedranno non solo i nostri figli, ma i nipoti dei nostri nipoti. Si tratta di una decisione importante che va presa valutando ogni dettaglio. Chiederemo al più presto la formalizzazione di un tavolo che veda coinvolte le istituzioni, in particolare il Comune, la Regione oltre alla direzione regionale per i Beni paesaggistici e culturali del Piemonte». Traduzione: il via libera della Soprintendenza sui grattacieli per il momento non c’è. Subito dopo ha preso la parola l’assessore all’Urbanistica Mario Viano: «Non dimentichiamo che una grande gruppo bancario vuole, attraverso questo grattacielo, investire su Torino e che questo progetto è previsto dal piano regolatore».
Bene, a questo punto quali conclusioni trarre? Mentre il sindaco Chiamparino, raggiunto a Roma dalla notizia, dichiara che si tratta di un parere autorevole, diverso da quello della giunta e che comunque non pregiudica un «avanti tutta» dell’opera, la sinistra radicale esulta: «Siamo soddisfatti di avere preteso un approfondimento dell’impatto del grattacielo Intesa San Paolo sia dal punto di vista economico sia paesaggistico. In queste audizioni infatti è emerso come le nostre perplessità siano del tutto fondate». Sinistra democratica, Rifondazione e Pdci chiedono che «prima di decidere si attendano i risultati del lavoro istruttorio della responsabile del paesaggio Pittarello: perché soltanto con i dati tecnici, finora inesistenti, sarà possibile assumere una decisione politica consapevole».

Pittarello stoppa il grattacielo: "Serve una pausa di riflessione"

La sovrintendente chiede un tavolo istituzionale. Polemica a distanza con l´architetto Piano: "Per i progetti non basta il grande nome" - da La Repubblica del 25.01.2008

Marina Paglieri

Se non proprio uno stop, una battuta d´arresto e una pausa di riflessione. Per mettersi intorno a un tavolo con Comune e Regione e affrontare "da tecnici" questioni per le quali è in gioco la percezione della città nei prossimi secoli. E´ quanto ha chiesto il direttore regionale dei beni culturali Liliana Pittarello durante l´affollata audizione ieri a Palazzo Civico in merito alle due torri di Porta Susa, nell´ambito della II e VI commissione presiedute da Piera Levi Montalcini e Vincenzo Cugusi. Un discorso lungo e articolato il suo, che è partito da lontano, chiamando in causa una tradizione torinese di tutela paesaggistica che affonda le radici negli anni ´50 e non si vede perché dovrebbe arrestarsi proprio adesso. E non c´è grande architetto che tenga, non basta il nome di Renzo Piano, che ovviamente difende la sua creatura. E il suo invito "a non avere paura". Agli amministratori occorrono maggiori garanzie, a chi si occupa di tutela, maggiori informazioni. "Scriverò una lettera alle istituzioni coinvolte, in cui richiederò che ai nostri uffici siano dati elementi di conoscenza precisi" ha detto in chiusura. Un intervento insomma che potrebbe fare saltare il previsto passaggio la settimana prossima in commissione Urbanistica della modifica alla variante 164, quella che dovrebbe consentire un´altezza superiore ai 150 metri già approvati per il grattacielo Intesa San Paolo.
«Sono stata chiamata in corso di istruttoria, il che non mi piace mai molto. Ma credo che le questioni istituzionali vadano discusse in sede istituzionale» ha esordito Pittarello. Per spiegare poi che a Torino gli uffici della Soprintendenza hanno deciso di occuparsi della questione grattacieli "perché questa è una città ‘disegnata´ da un potere che così ha voluto, con vincoli apposti sin dagli anni ´50, sulla collina prima, sui corsi poi. La nostra è una città con un patrimonio culturale, paesaggistico e urbano particolare, importante per la vita delle persone, che in esso si identificano, di cui sono orgogliose, come hanno dimostrato recenti sondaggi. Quindi, quando si parla di queste cose, bisogna essere cauti".
Poi il riferimento a Renzo Piano: «Mi stupisce che una persona della sua levatura, di cui ho la massima stima, abbia chiesto coraggio e invitato a non avere paura. Qui non è questione di coraggio o paura, c´è un progetto che richiede studio e scelte da compiere. Piano mi ha chiamato più volte, ci sentivamo spesso anche quando ero a Genova. Certo, lui parla di un grattacielo leggero, trasparente, ma le qualità del progetto devono essere verificate dall´amministrazione pubblica, non ci si può affidare ai progettisti, anche se di gran nome». Pittarello non è morbida nemmeno con il grattacielo di Fuksas per la Regione nell´area ex Avio: «Non sono contro i grattacieli, il mio non è un partito preso. Ma abbiamo valutato anche la torre di Fuksas, che coinvolge non solo l´edificio del Lingotto, ma l´intero quartiere. Ai nostri uffici l´architetto ha detto che sarebbe stata alta 190 metri, poi sui giornali abbiamo letto che arriverà a 220». Infine un invito: «Chiedo che non ci si fermi ai vincoli già apposti in passato, ma che la tutela del paesaggio riguardi l´intera città».
Dopo il suo intervento, la replica dell´assessore all´Urbanistica Mario Viano: «Sono d´accordo a trovarci intorno a un tavolo e a lavorare. Teniamo conto però che ci sono le aspettative e le esigenze di un´azienda che ha un peso specifico nell´economia della città». La soddisfazione era evidente nella sinistra radicale: «In queste audizioni – scrivono in un comunicato Monica Cerutti, Luca Cassano e Domenico Gallo, capigruppo di Sinistra Democratica, Rifondazione Comunista e Comunisti italiani – è emerso come le nostre perplessità siano del tutto fondate».

Grattacieli, ormai prossima la variante

“Noi abbiamo rispettato le regole - ha detto l’assessore Viano -, la costruzione dei grattacieli è prevista dal piano regolatore, che è stato definito proprio insieme alla Regione" - da Torino Click del 24.01.2008

Rossella Alemanno

“Io non sono contro i grattacieli, anzi, amo l’architettura contemporanea. Ma qui non siamo in America, dove i grattacieli si costruiscono e si buttano giù in qualche decennio. Io, il progetto di Renzo Piano non l’ho mai nemmeno visto per intero, e ve lo chiederò”. Ha offerto più di uno spunto, la direttrice regionale ai beni culturali e ambientali Liliana Pittarello, ai consiglieri comunali che chiedono all’amministrazione di frenare sui progetti dei tre grattacieli. L’architetto, già direttrice in Liguria, si è presentata questa sera nell’affollata Sala dell’orologio sciorinando molte argomentazioni a conforto della sua richiesta: formalizzare un tavolo di lavoro congiunto con Comune e Regione, per avviare una nuova istruttoria sui grattacieli, da quello di Renzo Piano a quello progettato da Fuksas. Due incontri con il Comune (l’ultimo, lo scorso dicembre) sarebbero stati appena sufficienti, secondo la Direttrice, ad avviare un’istruttoria interna di cui, afferma,”presenterò una relazione scritta a giorni”. Cautela dovuta al timore di ‘milanesizzare’ la città, che, sono parole sue, “è una città disegnata, con un paesaggio noto e un’impronta molto particolare, una città che negli ultimi anni è diventata vitale, attraente, e bella. La valutazione di ciò che è bello e del valore del paesaggio dovrebbero essere materia di tutela estesa a tutto il territorio cittadino, non limitate in modo burocratico ai limiti imposti dai vincoli già definiti”. Ma l’assessore Viano, più volte invitato a rispondere dai consiglieri sul perché la Soprintendenza non sia stata consultata prima, riconferma la bontà del percorso seguito dall’amministrazione, e dice di sentirsi a posto: “abbiamo incontrato la Soprintendenza già due volte, abbiamo dimostrato ampia disponibilità, ma ricordo che la competenza in materia paesaggistica è della Regione, insieme alla Soprintendenza. Noi abbiamo rispettato le regole, la costruzione dei grattacieli è prevista dal piano regolatore, che è stato definito proprio insieme alla Regione. Se il tavolo si farà, lo si faccia con la massima sollecitudine, perché i tempi sono ormai assolutamente maturi per procedere”. Il prossimo passo sarà il passaggio ai voti della variante urbanistica 164, che formalizzerebbe le deroghe allo sviluppo verticale dell’edificio di Piano. Sempre che qualcuno non punti i piedi. Alla domanda: “ma il parere della Soprintendenza, è vincolante?” la Pittarello ha risposto: “si vedrà”.


 

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