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Appalti a aziende locali nel cantiere che costruisce la torre della Regione

 

10 AGO 2017

A differenza della Valsusa, nel cantiere del Lingotto anche imprese della provincia rndi MARIACHIARA GIACOSA - da La Repubblica del 21.04.2012rnrnrnIn Valsusa non funziona, ma a Torino sì. Se nel cantiere della Torino-Lione scricchiola il buon proposito di far lavorare le imprese locali, tutta diversa è la fotografia delle ditte impegnate nel cantiere del Lingotto, dove si sta costruendo il nuovo grattacielo della Regione Piemonte. E senza nemmeno fare appello alla legge sui cantieri, studiata appositamente per la Tav e per le grandi opere.rnrnQuello di Torino è un mega cantiere: oltre 200 milioni (ben di più dei 148 della galleria di Chiomonte) per la costruzione dei 41 piani della futura torre di uffici regionali, assegnata a un raggruppamento di imprese capitanate dalla cooperativa emiliana Coopsette, uno dei giganti nazionali delle costruzioni. Qui da qualche mese, nei subappalti e nei servizi, lavorano numerose aziende. E molte sono piemontesi. C\\\\\\\'è chi si occupa di sondaggi, chi scava, chi sposta i materiali estratti là dove dovrà sorgere il parcheggio, chi si occupa di demolizioni, chi installa micropali di sostegno. Un totale di 7,3 milioni, assegnati a nove ditte, di cui sei hanno sede in provincia di Torino. Una presenza che si conferma anche tra le ditte che, per Coopsette, si occupano dei servizi, ovvero la sorveglianza, la fornitura e il montaggio dei prefabbricati per ospitare gli operai, le analisi chimiche dei terreni, il cablaggio e il trasporto di materiali e merci pericolose. Complessivamente diciassette imprese di cui dieci torinesi, per 2,3 milioni.rnrn«Siamo un esempio virtuoso» spiega l\\\\\\\'assessore al Bilancio, Giovanna Quaglia. «Quando abbiamo deciso di proseguire con il progetto multimilionario del grattacielo ci siamo posti il problema di come spiegare a un cittadino, che chiede conto di una spesa così importante, che si tratta di una scelta sostenibile e con ricadute positive per l\\\\\\\'economia del territorio». Il grattacielo di Fuksas si fa anche perché porta lavoro: cinquecento persone, a regime, per tre anni. Ora sono un centinaio, di cui ottanta piemontesi. E la Regione assicura che sarà così anche nei prossimi mesie quest\\\\\\\'estate, quando inizieranno i lavori di posa delle fondamenta e poi di costruzione della torre. «E\\\\\\\' un buon inizio ed è frutto di un lungo lavoro e di moltissimi incontri con Coopsette - prosegue l\\\\\\\'assessore Quaglia - per spiegare che per noi è prioritario che in questo cantiere lavorino imprese locali, quando possibile, perché non tutte le professionalità sono disponibili».rnrnE\\\\\\\' la smentita sul campo dell\\\\\\\'idea replique montre che nei grandi appalti lavorino solo i colossi e non ci sia spazio per le piccole aziende? Piuttosto la prova, secondo l\\\\\\\'assessore Quaglia «che le grandi aziende iniziano a rendersi conto del fatto che le commesse che arrivano dalla pubblica amministrazione devono, anche, dare risposte al territorio, soprattutto in questo momento di crisi economica». Un\\\\\\\'impostazione cheè stata inserita, nero su bianco, nell\\\\\\\'accordo siglato, a fine novembre quando sono partiti i lavori, con le aziende del raggruppamento e le organizzazioni sindacali. Obiettivo: la sicurezza nel cantiere, la qualità del lavoro e, appunto, precise garanzie di ricadute occupazionali a livello locale. «Le parti - si legge nel protocollo - consapevoli delle criticità generali del mercato del lavoro, e in particolare di quello piemontese, ritengono di primaria importanza che le opportunità economiche, sociali e gli incrementi occupazionali derivanti dalla realizzazione dell\\\\\\\'opera, siano in via privilegiata, e per una parte significativa, rivolte alle realtà imprenditoriali piemontesi».rnrn


 

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