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Un supergrattacielo per Alwaleed

 

10 AGO 2017

MILANO - È tutta made nel Golfo Persico la corsa da guinness dei primati per il grattacielo più alto del mondo, un modello considerato «scacciacrisi» per la capacità di attirare investimenti e produrre nuova tecnologia in stagioni di recessione economica. Sette mesi dopo l' inaugurazione a Dubai del Burj Khalifa, un gigante di 828 metri, 160 piani (incluso l' hotel boutique di Armani), il principe saudita Alwaleed Bin Talal ha annunciato di voler battere gli Emirati costruendo a Gedda, insieme al Bin Laden Group, una torre che si innalzi oltre i mille metri. Il progetto, che dovrebbe realizzarsi in cinque anni, nasce da un accordo (da 1,2 miliardi di replica horloges dollari, quasi 841 milioni di euro) tra la Kingdom Holding (Khc) di Alwaleed e la multinazionale specializzata nelle costruzioni fondata nel 1931 da Mohammed Bin Laden, padre del defunto Osama. L' Arabia Saudita tenta così di vincere la sfida tra le nazioni del Golfo ricche di petroldollari per questi trofei ostentati, una sfida a colpi di grattacieli scintillanti e di isole artificiali create dall' uomo. Progetti come status symbol per mostrare sia il successo economico sia la raffinatezza culturale, soprattutto in una fase come questa in cui l' Occidente guarda con il fiato sospeso l' ondata di proteste che dai Paesi affacciati sul Mediterraneo ha contagiato (anche se in misura minore) il mondo arabo sul Mar Rosso. Per il principe miliardario, uno dei nipoti del re Abdullah, si tratta di mandare un segnale politico, un «messaggio di forza», che rifletta la stabilità del Paese. E che risponda all' ambizione di Riad di mantenere una crescita sana diversificando la sua economia «pompata» per decenni dall' oro nero. «Pensiamo che Kingdom Tower (è il nome del grattacielo, ndr ) possa diventare sia un motore economico sia un simbolo della statura anche culturale del nostro gruppo - spiega Talal Al Maiman, consigliere di Khc -: una nuova icona nel cielo di Gedda, porta tradizionale e storica verso la città santa della Mecca». A costruire la torre sarà Jeddah Economic (controllata al 33,35% dal gruppo del principe). Abrar International Holding ne avrà un 33,35%, il finanziere Abdurrahman Sharbatly il 16,67%, mentre al Bin Laden Group rimarrà una quota del 16,63%. A firmare il grattacielo saudita - che ospiterà l' hotel Four Season, appartamenti di lusso e uffici per un imitatie horloges totale di 500 mila metri quadrati - sarà lo studio di Chicago Adrian Smith & Gordon Gill Architecture. La torre farà parte di un progetto più ampio da 20 miliardi, nella zona Nord di Gedda. Il principe Alwaleed controlla il 95% di Khc. Con un patrimonio di 20 miliardi di dollari, il nipote di re Abdullah è l' uomo più ricco dell' Arabia Saudita. I suoi investimenti spaziano da News Corp a Citigroup e Apple, senza contare i numerosi hotel di lusso di sua proprietà. Antonia Jacchia RIPRODUZIONE RISERVATA

Jacchia Antonia da www.corriere.it


 

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