Antologia  “No all' urbanismo sfrenato”

 

 

inviato da ire01


il 28 novembre 2007 alle 16:32



non mi ritengo una conservatrice ...ma credo che il paesaggio di torino sia bello così com'è! mi stupisco che Piano, architetto che rispetto molto per la sensibilità ai contesti socio-culturali in cui realizza le sue opere, voglia turbare le linee di torino piazzandoci un "pisellone" di tali dimensioni! sono convinta che sia possibile realizzare un progetto che vada incontro alle esigenze dei committenti, che soddisfi le ambizioni dell'architetto e che non sia un pugno in un occhio per il 99 per cento dei torinesi!

 


inviato da noggry


il 08 dicembre 2007 alle 10:34


salta il rospo....,


Non è il fatto che sia più alto della mole che ci danneggia, ma il fatto che sia l'emblema di un consumismo energetico e sociale di una modernità che è ormai lontana anni luce dalla nostra contemporaneità, alzando così in alto il potere di una banca si finirà per ghettizzare ancora di più le periferie. Abbassate i piani... Torino è Barocca e Liberty questi sono i veri simboli ARTISTICI E TECNICI della città, io da casa mia ho sempre goduto dello skyline naturale di Torino, non fate scherzi artficiali alle nostre montagne o vi ricadranno sulla testa. Un palazzo è un palazzo una montagna è una montagna.! Fine. Alternative, se questo signor Piano è così "in gamba" come dicono perchè non prova a far diventare la mole un candelabro com'era il progetto in origine...

 


inviato da viaggia46


il 02 dicembre 2007 alle 01:34


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ogni città,per essere amata e visitata,credo debba avere delle peculiarità che la rendano riconoscibile,diversa dalle altre.Per Torino trovo ineguagliabile che in fondo a ogni via si vedano le Alpi o la collina ed encomiabile il recupero dei suoi monumenti, il che ha prodotto negli ultimi anni un indubbio incremento turistico. Spero si possa essere concordi nel considerare i cosiddetti grattacieli esistenti(quello di piazza Castello, l'ex Telecom e l'ex Lancia) fra le realizzazioni più brutte della città, eppure cercavano di rincorrere la modernità degli anni in cui furono realizzati. Torino può trovare una sua via verso la modernità e il progresso,senza scimmiottare New York, Francoforte ecc., utilizzando la bravura di Piano e di altri famosi architetti nel recupero degli innumerevoli ex siti industriali altrimenti destinati a diventare alloggi-alveare o, peggio ,abbandonati al degrado per lungo tempo. Perchè non proporre a Intesa San Paolo di ristrutturare una ex area industriale? Sicuramente verrebbe fuori una soluzione più originale del solito grattacielo.

 


inviato da eknate


il 07 dicembre 2007 alle 20:35


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Ormai in questa sventurata città (e non solo, purtroppo) ci si ritrova sempre più a discettare di questo o quello esclusivamente in termini di immagine e glamour. Nel frattempo l'aria si fa sempre più irrespirabile e i "poveracci" continuano a cadere come le mosche nelle fabbriche e nei cantieri.


inviato da noggry


il 07 dicembre 2007 alle 21:02


no grattie,


No GRAT. Sveglia!!!! Il grattacielo è obsoleto.Un simile palazzo di vetro rischia di uccidere l'immaginazione, disseccare l'immaginario, traducendo tutto ciò in nuove paralisi della vita in società. Questo palazzone rifletterà il peggio nella nostra mente disgregando attraverso la congestione stradale il nostro tessuto sociale. Siamo stufi non vogliamo altre banlieu....


inviato da eio


il 02 dicembre 2007 alle 12:00


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per arween666. Questo è vero, ma le strade e i trasporti di Torino ce la faranno a sopportare il traffico che la concentrazione di tante persone in un grattacielo porterebbe? A Berlino e in Germania, la distruzione della seconda guerra mondiale ha comportato un'intera ricostruzione delle città con trasporti efficienti e strade ampie. A Torino se costruiamo ancora grattacieli saremo sommersi dal traffico come a Milano. Inoltre, in Germania, tra un grattacielo e l'altro ci sono ampi spazi per far passare aria e luce. A Torino oscurerebbe la vista di chi ci abita sotto.


inviato da eio


il 29 novembre 2007 alle 16:38


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Per arween666, il visitatore di Francoforte. Anche Berlino è una città deliziosa. I suoi grattacieli sono fantastici, in particolare quelli di Renzo Piano in Potsdamer Platz. Ma a torino starebbero male. Perché Berlino di storico non ha niente, e punta sul moderno. Mentre Torino è bella per la sua moderatezza, con la Mole che spunta dal centro e niente altro.


inviato da memmo54


il 28 novembre 2007 alle 19:21


democrazia,


No mi riesce di capire in nessun modo perchè mai dovremmo "rispettare le ambizioni dell'architetto" e non quelle di qualsiasi altro cittadino con i medesimi problemi di identità ! Per non sconvolgergli l'esistenza, forse ? Oppure ci sono forse cittadini di categoria superiore a cui pagare dazio ? Saluto


inviato da memmo54


il 27 novembre 2007 alle 22:35


argomentazioni !,


Sarebbe interessante ascoltare, da quelli che sostengono l'ineluttabilità del moderno, a quale moderno si riferiscano e perchè; dal momento che , lorsignori sapranno bene, ne esistono tanti, diversi ed in forte contrasto tra loro. Oppure se ne va bene uno qualsiasi: quello che al momento si trova sottomano . Una siffatta argomentazione avrebbe finalmente ragione dell' opinione "non è bello quel che bello ma è bello quel che piace " che non fa fare un passo avanti a nessuna discussione. (..ammesso che si voglia discutere...) Attendo fiducioso e Saluto.

 


inviato da giantropomorfo


il 26 novembre 2007 alle 09:10


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gianblix, spero te ne costruiscano uno in faccia a casa tua. poi vediamo se riesci a vedere la luce del sole! parentesi: non trovo più il mio commento. vuoi vedere che è stato cancellato perché ho parlato di SALVATORE LIGRESTI? se fosse questo il motivo, complimenti alla libertà di parola...

 


inviato da nico46


il 25 novembre 2007 alle 10:29


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Piano col birillone! Mi permetto di dissentire da alcuni "commentatori", che legano il birillone ai posti di lavoro: sembra che non si rendano conto che c'è tanto spazio per migliaia di posti di lavoro in edifici dismessi, in aree da riconvertire, in edifici vuoti ( alcuni da decenni, vedi Palazzo del Lavoro): non c'è bisogno di un grattacielo. Quanto agli spazi pubblici, lo stesso Piano, nella presentazione in Sala Rossa, ha sottolineato che sa poco sulla fruibilità pubblica, in assenza di una convenzione tra privato (banca) e pubblico (Comune, ossia NOI): alla fine, pagherebbero i contribuenti, altro che regalo! L'arch. Piano ha sapientemente illustrato un avanprogetto, con suggestioni tecnologiche ignote a molti dei presenti, com'è stato sottolineato dalle considerazioni dei consiglieri, che mi hanno deluso:pochi hanno sottolineato che sarebbe stato più importante capire le ragioni della scelta operata da Intesa SanPaolo e le direttive cui si è ispirato l'architetto, ad esempio di impipparsene del vincolo di altezza massima e dei parcheggi Chiedo ai lettori: quando nel vostro lavoro infrangete le regole, vi fanno i complimenti e vi premiano, o vi cazzuolano? Comodo salvarsi poi in corner ipotizzando di non superare la quota-Mole, che comunque supera il limite di 150 metri del Piano Regolatore. Ovviamente il dibattito tocca questioni di principio: a Torino si devono per forza costruire grattacieli? chi ne sente la mancanza? i grandi costruttori che farebbero affari o noi?

 


inviato da isarch


il 24 novembre 2007 alle 20:21


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Che un genovese si senta americano è quasi un fatto naturale, in onore a Cristoforo Colombo che scoprì la terra dei grattacieli. Ma noi, che ci diciamo italiani perchè, circa 150 anni fa, abbiamo riunito l'Italia sotto la Mole, dedicata dopo varie traversie a Vittorio Emanule II e ora al Museo del cinema, non possiamo cedere i resti della nostra acerba storia unitaria alla globalità indifferenziata. Faccio anche un calcolo di convenienza dal momento che il grattacielo in questione sarebbe espressione del potere economico di una banca, ma che nella sostanza non può sentirsi scissa dal sentire degli utenti. Quale messaggio più convincente offrirebbe un grattacielo global come tanti, al posto della Mole? Non sarebbe più chiaro il messaggio di chi democraticamente si mette al servizio degli utenti all'ombra di un simbolo già riconoscito in tutto il mondo? O è vero che una banca vale l'altra?

 


inviato da eio


il 24 novembre 2007 alle 13:22


 


Più basso è meglio, ma a Torino un grattacielo resta brutto, per basso che sia. Se si abbattessero anche quello di Piazza Castello e Palazzo Lancia sarebbe meglio. Tra l'altro più concentriamo le persone in spazi stretti, più aumenta il traffico.


 

inviato da memmo54


il 23 novembre 2007 alle 23:08


 


Ebbene anche in un intelletto attardato nelle rimasticature di secolari utopie tecnologiche, ora spiaggiate come balene stanche nel terzo mondo, penetra alfine un barlume di verità :... “resterò sotto la mole “ Suggerisco, comunque, di cambiare anche i materiali; quanto al disegno, poi, qualche mattinata passata in centro a fare "banale copiatura" ( ma non “ispirazione”....potrebbe essere troppo rischiosa…) non farà che bene al progetto !. Così riusciremo forse a vedere qualcos'altro di diverso da uno vitreo "scatolone terrazzato" sorretto alla meno peggio da confuse giustificazioni d'uso pubblico !!! ( provatevi ad entrare senza esoso biglietto : vi scareventeranno giù da i 36 mila gradini delle scale di sicurezza ! ) Saluto

 


inviato da eio


il 21 novembre 2007 alle 18:21


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Renzo Piano continua a fare disegni del grattacielo visto da lontano con la Mole in primo piano, in modo che sembri più alta. Evidentemente si rende anche lui che il suo progetto non ha senso. Ricordo che a prescindere dal punto di vista, il nuovo grattacielo sarà 50 metri più alto della Mole


 

inviato da giacomo


il 18 novembre 2007 alle 17:00


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Maetro Piano , e dico maestro , perchè da sempre lo ammiro sia per il suo stile che per la maestria nel progettare ed innovazione le cose. Riguardo però la costruzione del grattacielo Torinese , ritengo sia fuori luogo e come un cavolo a merenda nella più bella città dì Italia. Proprio lo stesso cavolo di quello realizzato in piazza castello al tempo del fascismo, e che mi auguro sia demolito al più presto.Torino se vuole far realizzare dei grattacieli si deve dotare di un' area per un centro direzionale , cosi come è stato fatto a Parigi ed anche a Napoli, .Torino che conosco molto bene non merita la costruzione di un obbrobrio. Scusate il disturbo. grazie mino pinto 347-3676775

 


inviato da memmo54


il 15 novembre 2007 alle 21:50


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"Smanie per la Modernità" ! Questo è quanto si evince dall'intervista resa dall'ing. Piano. E' afflitto, insieme a tanti colleghi ed amministratori, banchieri e compagnia cantante, da uno stimolo irrefrenabile verso la "Modernità"; che, come noto a tutti, si esplica soprattutto attraverso gli edifici "nuovi", "strani" ; quanto più "diversi" , tanto più efficaci. La modenità, la rottura col passato ( e quale passato ? ...è gia stato rotto da un pezzo ! ) proporzionale alla stranezza ! Così noi oggi ci dobbiamo rassegnare a vivere in quartieri e città che hanno a modello gli svincoli, i parcheggi e le raffinerie !!. Abitiamo dentro ai tubi ( Genova docet ), lavoriamo e ci informiamo su "ponteggi" mai smontati ( Beaubourg insegna..). Ma non potrebbe l'ing. Piano ( ed estendo, per cortesia, l'invito anche agli altri colleghi ) farci vedere, per una volta, se è capace di vivere ed operare in sintonia con un ambiente ed un "linguaggio" strutturato ed operante da 3000 anni ? Saluto


 

inviato da cinzia1963


il 15 novembre 2007 alle 15:34


grattacielo evoluzione?!,


Per tutti coloro che pensano che elvovere questa città nel futuro sia costruire i grattacieli, beh credo che non abbia le idee chiare sul significato vero della evoluzione. Evolversi è migliorare le condizioni di vita, nostre e delle generazioni future, e non occorre una grande intelligenza per capire che le risorse economiche, pubbliche e private, da qui in futuro dovrebbero confluire in progetti innovativi per risolvere i problemi concreti di questa città, mobilità, inquinamento e degrado e non sarà certamente un grattacielo di uffici supertecnologici (ma dubito ecologici) a cambiare le cose e a dare a Torino una prospettiva di modernità. Quella si ottiene solamente con il miglioramento delle condizioni di vita per ognuno di noi e per le generazioni a venire, e credo che impegnarsi in attività e progetti verso questi obiettivi sarebbe uno splendido biglietto da visita per un Istituto Bancario di provata importanza storica certamente determinante nella crescita passata, presente e futura di questa città. Un altro modo di contribuire all'evoluzione nel futuro di Torino è farsi partecipi di una cultura di rispetto e leggittimità delle opinioni altrui. Grazie e cordiali saluti.

 


inviato da nico46


il 18 novembre 2007 alle 13:06


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PIANO e il suo grattacielo. L'arch.Piano sarà ricevuto, sembra, in Commissione dal Comune di Torino per illustrare il suo progetto: se spunta l'incremento in altezza, sarà un bel business il suo! Ma quale sarà il business dei cittadini? come possono i comuni cittadini farsi convocare dalla stessa Commissione, per illustrare le loro ragioni "diversamente sensate" se non apprezzano queste scelte derivanti da un PRG che non sembra tener conto della struttura urbana e del tessuto esistente? Ho visto la bella casa d'epoca dove risiede e lavora l'arch. Gregotti: nulla di simile al "bellissimo" ZEN di Palermo da lui progettato. Anche l'arch.Piano mi sembra che a Genova viva lontano da grattacieli. Come mai gli altri comuni mortali dovrebbero essere entusiasti di averne uno a un tiro di schiopppo da casa loro? Sono curioso sulle risposte a Mercalli su come mai le aree industriali dismesse non vanno bene per essere riqualificate e per impiantarvi la nuova architettura; forse perchè quelle areee dismesse non sono di proprietà pubblica, ma di famiglie potenti e AUTONOME nelle scelte, a differenza dei comuni cittadini dei comuni cittadini contribuenti. A parte l'autonomia delle scelte: deve davvero prevalere il minor costo ATTUALE di fabbricazione rispetto a quelli di gestione futura? quale sarebbe l'impatto del birillone sulla qualità di vita per coloro abitano nella zona circostante? qualcuno ha effettuato simulazioni al riguardo? cosa c'azzeccano i 150 anni dell'Unità d'Italia?

 


inviato da maxcrimson


il 14 novembre 2007 alle 15:18


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Leggendo l'intervento del Presidente del Collegio dei Costruttori Giorgio Gallesio, cita che a Torino ogni giorno "entrano" 150000 persone come la popolazione intera di Novara e Vercelli ma si potrebe dire con meno enfasi come la popolazione intera di Moncalieri, di Nichelino e di Collegno messe insieme. Queste grandi occasioni sono forse come quella del sottopassaggio di C.so Spezia che inizialmente avrebbe dovuto collegare C.so Unità d'Italia a C.so Sebastopoli e che a conti fatti serve solo per portare direttamente al centro commerciale Gallery 8? o la metropolitana per altro stupenda che anzichè collegare Torino Nord e Torino Sud aree industriali con sbocco delle due autostrade più importanti che collegano praticamente tutte le province piemontesi più Lombardia Liguria e l'Emilia Romagna collega invece Torino a Collegno. Torino è l'antitesi della logica, gli uffici spostati in periferia con un pendolarismo per i lavoratori che è indice di traffico e di inquinamento se si usano i mezzi pubblici i tempi di percorrenza triplicano mentre per andare in centro con un bus ci vogliono in media 20 minuti, una citta barocca che intende puntare sul turismo ma che in contemporanea vuole grattacieli a rovinarne l'unicità (altro che "Piccola Parigi") e vuole avere cantieri aperti per i prossimi 15 anni, se và bene...

 


inviato da mick


il 11 novembre 2007 alle 09:45


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Io dico che come al solito si spreca tempo e risorse a dibattere di questioni inutili, poco importanti e strategiche per il bene della città, un vizio tutto italiano. Si dovrebbe parlare di infrastrutture, di risorse per la città, di politiche a favore dei giovani, delle famiglie,,, sono questi gli argomenti di cui parlare, non un grattacielo, un solo insignificante grattacielo rispetto a quelli colossali di cui le più importanti città del mondo si stanno dotando!!! Torino, come tutta Italia, si mostra ancora pericolosamente rivolta al passato e di spalle al futuro. La città non é in grado di competere e di proiettarsi a a livello internazionale.


 

inviato da virid2007


il 09 novembre 2007 alle 11:47


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Se questo edificio verrà costruito non diventerà il nuovo simbolo di Torino, ma solo un altissimo scatolone terrazzato che non rappresenterà nessuno, a parte i banchieri dell'Intesa-S.Paolo. Dopo aver visitato la mostra a Palazzo Madama, lancerei con simpatia i cuboni di Perrault sul grattacielo di Piano e sicuramente mi terrei in salotto il modellino di Libeskind che trovo bellissimo. Un cristallo fuori scala che sicuramente molti avrebbero apprezzato di piu'.


 

inviato da memmo54


il 07 novembre 2007 alle 20:47


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Non è la paura del nuovo; gli è che di "nuovi" ce ne sono tanti, diversi e contrastanti : circa ogni 10 anni, poi, si cambiano totalmente i canoni "estetici"(termine questo molto schematico ma credo anche comprensibile). Siamo pieni di "cadaveri" di edifici che 10, 20, 30, 40 anni addietro erano ritenuti di grande "bellezza", e che ora fanno sorridere, e danno anche fastidio. Purtroppo ( a questo punto dico purtroppo ) gli edifici hanno una vita media di 70 80 anni e non si possono chiudere in un armadio come i vestiti fuori moda. Ergo fino a quando non si sarà riacquistato un "linguaggio comune" sia ai fautori che ad i fruitori dell'architettura sarà meglio contenersi ed occuparsi di quel poco che resta dell' "arte" Saluto P.S.: Vi siete chiesti dove abitano gli architetti moderni ? E perchè meliora probant, deteriora sequuntur ?

 


inviato da nico46


il 04 novembre 2007 alle 18:49


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PIANO col grattacielo! Ci sono città di piacevole architettura e di quartieri omogenei, tra le tante Vienna e Praga; anche Torino ha mantenuto un bel centro di armonica architettura (barocca e settecentesca e ottocentesca) e tanti quartieri omogenei, tra cui Cit Turin, già in parte storpiato dal Palazzo di Giustizia e dal mini-grattacielo ex_Telecom. Il nuovo grattacielo sarebbe una mega-storpiatura, una discarica tecnologica verticale, che brucerebbe un'altra fetta di giardino pubblico, già ruspato via per il parcheggio sotterraneo del Pala-giustizia: anni prima i macellai del mattaoio avevano avuto il buon gusto di conservare per decenni TUTTI gli alberi ad alto fusto. Schersuma nen, per piasì ! avei 'n po' d'unta! P.S: lo scalderebbero col tele-riscaldamento?

 


inviato da smoiraghi


il 02 novembre 2007 alle 11:58


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Il disegno di Renzo Piano: il panorama di torino visto dalla collina. Si vede il grattacielo piccolino. Ma se io disegno la vista da cso Inghilterra per esempio, vedo il grattacielo altissimo; La prospettiva, Renzo: è più grande il dito o la luna?

 


inviato da memmo54


il 01 novembre 2007 alle 17:31


linguaggi,


Il paesaggio urbano e non ( ..ebbene anche quello inurbano..) dicusso qui è un organismo complesso che abbraccia natura , opere umane ecc. ecc.. Anche la periferia ed i quartieri recenti, ne fanno fa parte volenti o nolenti e contribuiscono a definirlo, nel bene e nel male. Il "linguaggio", che ha accomunato e messo in relazione oggetti edilizi da circa 3000 anni , è , grazie al cielo, ancora forte e presente da noi; l'idioma dei sacerdoti dell'arte, ognuno diverso ed in contrasto con l'altro (.. mettete vicino Piano e Majer e poi ditemi che effetto fa...), aumentano solo la confusione, come nella mitica Babele. Si è già inventato (..leggi "improvvisato"..): abbastanza : qualche vetro ben lucidato (chissà per quanto !! ) non riescirà a prendere il posto di un linguaggio organico, "civile", a cui si è rinunciato con troppa precipitazione. Saluto

 


inviato da clanderrimo


il 01 novembre 2007 alle 10:22


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sono basito da certe risposte... i disegni e i rendering sono realta' virtuale? e non miei cari... ci sono cose che sono realta' come le proporzioni e la prospettiva... un dato oggetto, di una data dimensione a una data distanza sara' visto SEMPRE nella stessa maniera. per quanto riguarda la creazione di un nuovo parco mi faccio una grassa risata... comunque continuiamo a ragionare cosi' con concittadini come questi non avremmo la citta' barocca che ci ritroviamo.

 


inviato da mamasi


il 01 novembre 2007 alle 09:17


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no è per paura di perdere simboli, per paura di correre incontro la postmodernità, o quant'altro, ma per amore e rispetto della mia città d'adozione che sono contraria al progetto nelle sue intenzioni e sopratutto idimensioni.... se per lo meno il disegno prevedesse un'altezza a portata del nostro skyline, se le dimensioni fossero riviste se si regalasse alla città un altro grande parco e se si creasse un centro di servizi che funzioni sul serio...allora direi sì volentieri, ma l'architetto Piano deve andarci proprio piano. anche i miei figli sono spaventati e si sa che i bambini sono la bocca della verità! grazie e buon lavoro al comitato del No, in particolare al prof. Re da me molto stimato e citato per i suoi studi sui ponti.

 


inviato da claude


il 01 novembre 2007 alle 03:20


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Grattamicielo di qua, grattamicielo di la, ma mi vengono dei brufoli ! uno, due, tre, gia quattro, ma che malattia sarà e come si fermerà ? La grattacielita economica-egocentrica-futuristica !? è questa o una piu pericolosa !? che brutto, avevo gia questo neo sulla guancia-piazza castello, ma mi èro abituata perchè mia nona(una saggia rimasta sconosciuta,e gia con questo avrete capito com'era saggia) diceva che non si puo essere sempre perfette!!! pèro attente si !!! Lei in questo caso mi avrebbe detto;ma curati la metropolitana e fatene 2,3 linee, poi curati anche il tuo bellissimo fiume ,vai sempre in bici e non ti dimenticare di curare i tuoi vecchi palazzi dove i Torinesi hanno sudato giorni e notti.Se hai bisogno di soldi vai da questi che spendono milioni per fare giocare a pallone ragazzi viziati . Io non ho paura....ho fede. Torino-Bella

 


inviato da maledettiarchitetti


il 01 novembre 2007 alle 01:30


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Renzo Piano ha dichiarato: "Being an architect is the best thing in the world: because, on this small planet, where there is nothing left to discover, designing is one of the few great adventures left.” Io ho paura di uomini come questo. Questo si sente un esploratore dei secoli passati, un conquistador che vuole lasciare il proprio nome ai posteri a qualsiasi costo. I monumenti alla propria grandezza se li costruisse nel suo giardino, non nelle nostre belle, vivibilissime citta'. I grandi uomini del XXI secolo non sono quelli che lasciano tracce indelebili ma quelli che passano di qua' senza far rumore, lasciando un mondo vivibile anche a chi verra'. maledettiarchitetti, New York

 


inviato da memmo54


il 01 novembre 2007 alle 00:30


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Per essere più chiari a proposito della "rappresentazione" ( leggasi ; disegni, renderings o montaggi fotografici come si diceva una volta !!!) Nel mondo della "rappresentazione" si può fare e disfare di tutto: siamo in epoca di "realtà virtuale " Il nocciolo però sta nel fatto che : a)... non c'è nessun motivo (..sensato motivo..) per costruirei un'edificio come quello testè progettato b)...non c'è bisogno di un edificio fatto con materiali che confliggono con l'esistente ( ..ebbene si confliggono,.. sono altro,... vengono da un altro modo..."extraterreste portami via...". Eppoi perchè confliggere ???.. per farsi notare ??? per affermare il proprio io ???.. per "farlo strano": gli adolescenti ragionano così. Non abbandoniamo il mondo agli adolescenti... di quasiasi età essi siano.. !!! ) Coraggio.. la nottata può passare...