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13 FEB 2008

re NF

 

Caro NF hai fatto un gran minestrone mischiando provoncialismo (?), interessi economici, privatizzazioni, città che da belle e antiche diventano insicure e "grigie" (??). Proverò a darti una risposta. Prima di tutto mi sembra fuori luogo dare del venduto a chi non la pensa come te..ciascuno esprime la sua opinione e io, modestamente, cerco di far valere la mia. L'Italia, anche se non sembra, è uno dei sette paesi più industrializzati proprio perchè ha una capacità industriale che solo l'europa, l'america del nord e il giappone hanno raggiunto nel secondo '900. Gli interessi economici hanno fatto sì che fiorissero esteticamente città italiane come Firenze e Venezia proprio grazie alle speculazioni dei gruppi commerciali e delle prime proto-banche. Quindi, come SEMPRE è stato, l'economia ha modificato il contesto socio-economico in cui opera in maniera più o meno sensibile (basta immaginare lo sviluppo di Torino grazie alla FIAT) e in maniera più o meno contestabile, tuttavia risulta obsoleto pensare le città qualcosa da mettere in una campana di vetro.
Con questo io penso che lo stato e le imprese debbano lavorare insieme per migliorare i contesti urbani in italia, renderle più moderne quindi più vivibili ed ecologiste. W i grattacieli e W la modernità!

11 FEB 2008

Stesso modello in tutta Italia, stesse reazioni provincialistiche

 

In tutta Italia sta succedendo la stessa cosa.
Vi è un angolo di paesaggio rimasto intatto: facciamoci una discarica, una cava, o un inceneritore.
Vi sono ancora alcune città rimaste meravigliosamente intatte, nel loro splendido provincialismo ammirato in tutto il mondo: ad esempio, Siena o Torino? Siena una splendida città in un entroterra mozzafiato che costituisce nel suo insieme un ecosistema unico al mondo. Facciamoci un enorme aeroporto con 4 aerei all'ora, e Siena è rovinata, come ecosistema, come traffico, come inquinamento, come porta aperta ad altre mille speculazioni, anche edilizie. Si è rotto un principio. Ma è quello che faranno.

Torino, splendida città dalla vita ancora provinciale, hanno già cominciato a demolirla, privatizzando l'acqua, facendo i parcheggi, rovinando il suo hinterland, che assomiglia oramai a quello di altre centinaia di città in Europa, ha perso un po' del suo spiccato carattere ineffabile. Ma il centro era rimasto praticamente intatto. Con i grattacieli lo perderà ancora di più e diventerà come Milano o altre città meno umane. Già presenta alcuni sintomi precorritori, gente sempre più stressata, città grigia, traffico, insicurezza. Aggiungiamoci i grattacieli e si completerà il lavoro di distruzione del carattere intrinseco della città.

Ma quel che più mi rammarica è che guarda caso in ogni angolo d'Italia rimasto intonso dove si prospetta la possibilità di distruggere sotto falso pretesto di malinterpretata "modernità", vi è sempre il provinciale di turno che ingenuamente o in malafede, si erge a paladino del modernismo e soprattutto dell'economia della città.

Mai questi paladini sono stati più fuori luogo e non pertinenti, fatto sta che essi proliferano in tutti questi luoghi di libertà di parola, e a volte sorge il dubbio che siano nick di copertura o semplicemente amici dei costruttori incaricati di mettere bastoni tra le ruote dei poveri cittadini che cercano di organizzare una sorta di resistenza.

Che è di resistenza infatti che bisogna parlare, in tutta Italia, davanti all'attacco non solo paesaggistico non solo urbanistico, ma anche finanziario/economico, ecologico, di avvelenamento del suolo, dell'aria, dell'acqua, con discariche e inceneritori vari, acquisizioni di patrimonio di belle arti dello stato, acquisizione delle nostre stazioni ferroviarie, dei nostri porti, e dei nostri aeroporti per non parlare delle acquisizioni di tutte le nostre maggiori imprese. Un attacco massiccio al nostro popolo cui il provinciale di turno, conferisce caratteristiche del tutto inopportune, del tutto non azzeccate, come i crismi della modernità e dello sviluppo economico mentre non si rende conto che è esattamente il contrario: comincia così l'esautoramento della città, la sua conquista da parte di interessi finanziari/bancari internazionali. Non so chi ci sia dietro al piano di solito in tutta italia sono sempre gli stessi, caltagironi, tronchetti, benetton e qualche altro, ma loro sono solo la facciata, i portavoce degli altri, dietro le quinte, che tirano le fila, e che ottengono i profitti.

Non conosco niente del caso Torino e me ne interesserò spero presto, ma in tutta Italia questo è il paradigma.
Saluti
NF

10 FEB 2008

il luccichìo non è sempre oro...

 

mah... non voglio rispondere puntualmente a chi si è espresso con entusiastica speranza a favore dei luccicantissimi e magari trasparenti... e sostenibilissimi oggetti (sapete, quei mamozzoni che servono, a me pare, a spendere un sacco di soldi e poi, in capo a qualche anno, a diventare dei monumenti allo spreco e delle brutture costosissimme); i grattacieli di inizio millennio, concepiti ai piani alti della Finanza e proposti a una città unica al mondo per la sua eccezionale collocazione scenografica e per la sua architettura: Torino.
ho un consiglio molto franco da dare: non fidarsi delle apparenze e delle promesse; studiare, approfondire, stabilire dei paralleli, confrontarsi in maniera scevra, e direi distante, dal giornalaismo, si dal giornalaismo, non giornalismo... e dedicare un po' di tempo, al di la dei facili entusiasmi, a confrontare dati, ad ascoltare e leggere proprio chi non la pensa come noi, a toccare con mano i problemi, a non fermarsi alla versione ufficiale, anzi alle successive e contraddittorie versioni ufficiali di questa lunga vicenda.
(giulio rivalta, uomo che ama pensare e respirare)

07 FEB 2008

Si ai grattacieli

 

Io dico si ai grattacieli..... perche dire no?
sono una nuova possibilità per la città, per nuovi posti di lavoro per rendere torino una città piu' europea. Torino non perde niente anzi ci guadagna e molto
oltre al fatto che cosi' verrebbero recuperate aree della città o in cattivo stato o in stato di abbandono. una parte verrebbe dedicata a nuovi insediamenti, i grattacieli , e un altra parte dedicata a tutti noi sotto forma di parco pubblico....
qui si parla di grattacieli tecnologicamente avanzati che, come al contrario viente detto o si pensa consumano molto poco, è sono poure ecosostenibili
basti pensare al futugo grattacielo della Regione Piemonte.
sarebbe autonomo per quanto riguarda il consumo energetico
sconfigge polveri sottili attraverso materiali che verranno usati per la costruzione
raccoglierà acqua piovana per alimentare in parte il suo fabbisogno
diminuirà gli spostamenti in macchina perchè gli uffici saranno collocati tutti assieme e collegati ottimamente con mezzi pubblici o ferrovia
il 40% dell'area sarà dedicata a parco pubblico
nuova area investimenti
architettonicamentie parlando una struttura di altissimo livello

qui si stanno perdendo opportunità grandi per fare di torino non una seconda MILANO ma una torino puntata sul suo futuro e non come periferia milanese....

per non parlare poi del grattacielo s.paolo
anche se manca di fantasia
e non sarà a livelli ecologici del futuro grattacielo della regione piemonte, che se venisse costruito sarebbe il piu' alto d'italia, sarebbe anche il piu' ecologico a livello mondiale, cmq è un opportunità per quanto riguarda nuovi posti di lavoro
si pesa solo che verra spostata solo della gente ma questo non è vero
le vecchie sedi saranno riutilizzate da aziende come LUXOTTICA CHE SAREBBE INTENZIONATA A FARE UN POLO IMPORTANTE A TORINO

per non parlare della torre porta susa
pi parla di una SEDE DI UN ASSICURAZIONE LA SAI
quindi nuovi posti di lavoro e nuovi soldi che circolano nella nostra città

questo porterebbe beneficio
nuovi investimenti
nascita di nuove imprese dell'indotto
e etc

non sbagliamoci ma è un opportunità che capita raramente
sappiamo sfruttarla al meglio e tutti noi ci guadagneremo


arrivederci

VIVA I GRATTACIELI DI QUALITA'

cityto
studente di architettura

05 FEB 2008

I grattacieli rovinano davvero lo skyline della città ?

 

Ogni società della storia ha sempre modificato il tessuto architettonico della città in base alle necessità del periodo. Per esempio, è indiscutibile il fascino del Colosseo, eppure durante l'impero romano era utilizzato per macabri spettacoli di lotta... Io vengo da Cagliari, una città splendida che vanta numerosi influssi architettonici, e uno dei simboli del quartiere più antico è una torre di periodo medioevale che era adibita a carcere! Io non pretendo di convincere chi odia i grattacieli e le strutture possenti in generale, ma vorrei far riflettere sul vero SCEMPIO che ha mutilato le città italiane: le palazzine. Per decine d'anni sono stati costruiti alveari di cemento schifosi senza servizi, senza verde, senza un minimo di estetica che hanno sporcato città incantevoli come Torino o Cagliari. Quella è la vera vergogna delle città italiane, le "palazzine" di merda dell'edilizia popolare italiana post-guerra, e non un grattacielo come quello che stanno per costruire da voi. Vorrei segnalare che nelle simulazioni lo evidenziate con un colore schifoso, ma il rivestimento essendo di acciaio-vetro, riflette la luce del cielo e risulta MOLTO meno evidente alla vista. Spero di essere stato chiaro.

24 GEN 2008

Cmq è veramente figo!!!

 

Cmq è veramente figo!!! e complimenti per i fotoinserimenti
P.s. ovviamente intendo il grattacielo

19 GEN 2008

Grattacieli? Si grazie ma non "disperdiamoli in modo disordinato nella città".

 

Il 3 dicembre su La Stampa (Torino e Provincia) Maurizio Tropeano ha intervistato Giorgio Ardito (Presidente ATC). Ho apprezzato quell' articolo per alcune interessanti considerazioni che riporto come spunto di ulteriore discussione e/o approfondimento:

1) non disperdiamo i grattacieli in modo disordinato nella città, ma elaboriamo progetti in grado di dare futuro alla città, concentriamoli per fare sistema e polo di attrazione di investimenti nazionali ed internazionali. Questo nuovo concetto di sviluppo urbano è già stato applicato in svariate metropoli tra cui Parigi con la Defense e Londra con i vecchi Docks;

2) l' area dove insediare nuovi grattacieli potrebbe essere (ad esempio) quella delle Basse di Stura, perchè:
- altimetria: Basse di Stura risulta 26 metri più in basso della base su cui poggia la Mole Antonelliana (in questo caso - spiega Ardito - anche se le torri (Intesa sanpaolo e Regione) fossero alte 200 metri non ci sarebbero rischi per la sky-line perchè risulterebbero di poco superiori.
L' altezza della Spina invece è circa 24 metri più alta della Mole e dunque anche per questo motivo l' impatto visivo è sicuramente maggiore.
Aggiungo che la sky-line di Torino (arco alpino visibile a 270 gradi) non ne verrebbe deturpata eccessivamente perchè le Basse di Stura sono rivolte più verso la pianura ed anche la vista della collina ed in particolare dell' asse Rivoli-Superga verrebbero salvaguardati.

3) Le Basse di Stura sono legate/legabili facilmente al sistema dei collegamenti: l' aeroporto di Caselle e gli svincoli autostradali sono a due passi; facile accesso anche ai trasporti ferroviari compresa l' Alta Velocità facilmente raggiungibile con i trasporti urbani.

4) Le infrastrutture collegate a progetti architettonici di alta qualità potrebbero essere il valore aggiunto per richiamare in città investitori privati e le casse del Comune (oneri di urbanizzazione etc.) ne potrebbero beneficiare in misura rilevante.

Vorrei sapere se qualcuno condivide queste affermazioni.

Max N.

5) Un progetto urbanistico di queste dimensioni

09 GEN 2008

NUOVE AREE VERDI AL POSTO DEI GRATTACIELI

 

CIAO A TUTTI...CHI VI SCRIVE è UN BIBLIOTECARIO DI 34 ANNI, FILIPPO
VORREI SAPERE DOVE SONO STATE REALIZZATE(DOMANDA RETORICA) LE TANTO SBANDIERATE NUOVE AREE VERDI IN QUESTI ANNI DI TRASFORMAZIONE ; LE NUOVE SPINE SONO UN BRUTTISSIMO CONGLOMERATO DI CEMENTO, PALAZZONI ALTISSIMI DIETRO PORTA SUSA, DI GIARDINI NEPPURE L'OMBRA. Come se non bastasse ora Chiamparino vuole stuprare l'aspetto globale di Torino, autorizzando grattacieli! Ci sono ancora tantissime aree ex-industriali da sfruttare....e se lo dice persino Sgarbi._ di solito asservito alle logiche del potere economico_ bhe, allora....che aspettiamo, organiziamo una fiaccolata contro i grattacieli.
ciao

28 DIC 2007

COMMITTENTI E GIORNALISTI

 

PICCOLA aggiunta per dire il mio nome, gianpiero e scusarmi per l'imprecisione: ovviamente il grattacielo di Piano è commissionato da Intesa San Paolo e non dal Comune di Torino ma forse il lapsus è molto freudiano, chissà perchè penso che se il nostro Sindaco cedesse, fra virgolette naturalmente, all'onda dei pareri contrari che si stanno succedendo, anche LA BANCA troverebbe sensato cambiare idea e, magari senza ricatti a buon mercato sulla mitica OCCUPAZIONE, tranquillamente ....lasciare perdere
saluti

28 DIC 2007

COMMITTENTI E GIORNALISTI

 

fra le tante cose stonate di questa vicenda, o meglio vicende, dei grattacieli ne indico due particolarmente fastidiose anche a causa del fatto che, almeno pubblicamente sono ignorate.

una delle ultime notizie uscite con ottima copertura stampa è quelle di.....fuksas che cede alle istanze del committente Regione e annuncia che IL SUO GRATTACIELO SARA' ECOLOGICAMENTE VIRTUOSO.......RICICLERA' L'ACQUA PIOVANA. Non un giornalista e non un rappresentante della committenza che gli abbia chiesto se per caso intendeva l'acqua piovana di Dublino o Jakarta o magari di Algeri. Visto che a Torino NON PIOVE MAI. Se dobbiamo indicare il prtoblema numero uno della città, infatti, a mio avviso, è proprio la mancanza di piogge che porta Torino ad essere campione per polveri sottili e non. Dovremmo tutti sentirci offesi, e dunque anche la committenza del grande architetto lo dovrebbe essere, quantomeno a nome nostro, per una tale stupidaggine. Ovvio che i giornali come al solito non si permettano di sollevare dubbi sulla uqestione. Un alteriore ottimo motivo per diffidare e contrastare le polpette pronte da mangiare in carta PROGRESSO E MODERNITA' che si tenta di propinarci.

passando al magico grattacielo Piano, che naturalmente prevede spazi di aggregazione, auditorium e ogni altro ben di dio di volentieri faremmo a meno, inviterei semplicemente committenti, Comune di Torino, e giornalisti ad andarsi a vedere l'area su cui dovrebbe nascere: nulla più che un fazzolettino di territorio inverosimilmente piccolo a confronto dei grandi progetti e interessi di cui è oggetto.
chiediamoci, si chiedano, che impatto potrà avere sul giardino adiacente e sul quartiere tutto, la convergenza quotidiana su quel sito di migliaia di persone con auto al seguito.

mi fermo qui e insisto sul fatto che nessuna opera architettonica sarà mai di qualità se non avrà all'origine un committente di qualità.