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12 DIC 2008

Avete rotto!!!

 

andate a lavorare al posto di perdere tempo!!!

12 DIC 2008

costruzione presidio permanente

 

Se iniziano i lavori, la cosa migliore è bloccarli fisicamente e costruire un presidio permanente capace di confortare con pasti e bevande calde i presidianti e i loro ospiti. In Valsusa i vecchi, liberi dal lavoro, sono il focolare sempre acceso del posto, si ritrovano lì come facevano prima da altre parti, ma sicuramente in modo più attivo e ne sono contenti; i bambini sono invece l'anima dei presidi, i loro disegni e composizioni li colorano e vivificano, la loro presenza è sempre rigenerante ed è un ottima occasione per stare insieme fra di loro in tanti abbastanza liberamente (cosa sempre più difficle al giorno d'oggi), inoltre anche loro hanno modo di frequantare una scuola seria di vita, imparando da ognuno qualche particolrità. Da quanto ho capito è percepito i ragazzi sono stati la categoria più assente. Si riuscirà noi a a farne un punto di forza? Loro anno capacità sociali, hanno piacere nell'aggregarsi se si stimolano le loro attitudini sponantanee; sopratutto si conoscono per via delle scuole, che ne accentrano gli spostamenti nel territorio, inoltre per via della tenera età non hanno accesso a tutte quelle tecnologie che alienano la vita delle persone in attività lontanissime da casa. Purtroppo in cittò gli abitanti non si conoscono come nei paesi e questo è un punto a sfavore a cui si deve trovare una soluzione con qualche idea brillante.
Anche la scelta del quartiere di cosa fare di quel fazzoletto di terra deve essere presa in considerazione rapidamente e realizzarla direttamente appropriandosi del territorio così come fecero gli europei con gli indiani, solo che noi siamo gli indiani, non conosciamo la menzogna e lo sfruttamento... Io abitando in campagna proporrei di piantare quà e là alberi da frutta di tutti tipi. Una volta preparato il terreno e messi a dimora chi avrebbe il coraggio di eseguire la rimozione materiale se informato sulla situazione? In quanti nel quartiere avranno seconde case in campagna o parenti e così si trovano ad occuparsi nella cura delle piante del posto? Non si divertirebbero a vedere quella cosa che hanno cercato fuori dalll'urbe venirli a salutare sotto casa?! O a trasmettere le cose che sanno e divenire per altri veicolo di nuove conoscenze ed esperienze (toh! un calabrone che si fa? gentilezza, rispetto, discrezione, attenzione...)
Dappertutto è Torino, se la risposta sarà la stessa ovunque sarà l'epoca della vita che si scopre l'autoritò di base e del superamento della burocrazia nel minimo coordinamento sociale necessario. Se non ci fanno scomparire il mondo sotto il culo ne vedremo delle belle.

08 DIC 2008

Cercasi writers, insomma pittori rapidi di strada

 

Andiamo a fare un bel murale sul recinto del cantiere??

30 NOV 2008

Considerazioni sulla sigla VAS

 

Dopo aver sentito l'intervista un po' rauca del Sindaco su Rai3, mi convinco sempre di piu'che VAS non sarà Valutazione Ambientale Strategica, bensì Veramente Amici Sanpaolo....

29 NOV 2008

Salza, Chiamparino, e i grattacieli

 

Una "significativa vittoria" per il Comitato Non grattiamo il cielo di Torino, "che purtroppo non riguarda quanto già approvato, ma segna una tappa di reale ripensamento sulle decisioni urbanistiche future dimostrando che la mobilitazione di cittadini ha portato ad un primo risultato". Per questo Guido Montanari invita "tutti a proseguire con le iniziative per arrivare ad un ripensamento anche per la torre del San Paolo", possibile a questo punto solo se i vertici della banca dovessero cambiare idea.
Federico Vozza (Eco dalle città)
Articolo reperibile su: www.ecodallecitta.it



32 voti favorevoli e 1 astenuto, forse qualcuno non ricorda che proprio gli stessi che oggi fanno un passo indietro sulla costruzione di nuovi grattacieli a Torino non molto tempo fà approvavano, a occhi chiusi, la variante che permetteva il via al grattacielo di Salza e Chiamparino.
Chiamparino per l'occasione aveva minacciato un pò tutti, e la sola presenza al voto di Verdi e Rifognazione rappresentò per il buon chiampa l'occasione per far passare il grattacielo di Salza. (Altrimenti sarebbe mancato il numero legale).

Le stranezze della politica partitica locale!!!





22 OTT 2008

NELL'ATTESA DI UN RIPENSAMENTO SAN PAOLO, UN OCCHIO AI VERI AMBIENTALISTI DI TORINO !!!

 

ROMA/TORINO - (Burle) LA LISTA AMBIENTALISTA DELLA BRESSO
DA: http://www.network54.com/Forum/584098/

Scopro leggendo il giornale "LA REPUBBLICA" nell'inserto dedicato a Torino, pagina IX, taglio basso, che il presidente della Regione Mercedes Bresso dichiara: << Non so se ci sarà una lista Bresso; se ci sarà, dovrà avere una connotazione ambientalista>> continuando <<Non so cosa faranno i verdi...>> Il tutto nell'articolo firmato Marco Trabucco, così la 'zarina' inizia la propria capagna elettorale dalla sede ANSIA di Roma, cavalcando l'onda verde e ottenendo un bel titolino "Copriamo Porta Palazzo con i pannelli fotovoltaici" associandosi così ad un consorzio di commercianti (presieduto dal macellaio di fiducia) che hanno richiesto alla Regione di poter usufruire dei finanziamenti agevolati per le fonti energetiche rinnovabili, stanziati nei mesi passati; la Bresso nella conferenza stampa romana, non trovando migliori argomenti, pensa bene di dare una risposta al proprio macellaio di fiducia via ANSIA (Forse bastava una telefonata).
Personalmente posso solo far notare che i finanziamenti sono regionali, dunque quella della "zarina" non è certo una cortesia, al proprio macellaio di fiducia, ma bensì un atto amministrativo dovuto; ulteriori opinioni della Bresso, non solo, sono superflue ma tendenzialmente sono utili a nascondeere i dati significativi della questione "finanziamenti regionali" come:

-L'effettiva disponibilità dei fondi
-l'ammontare dei fondi regionali
- o semlicemente, il criterio di elargimento dei fondi.

Non posso dimenticare che la zarina, nel bel mezzo dell' apogeo della crisi dei rifiuti campani, con un semlice, ma efficace, populismo, invitava i piemontesi ad accogliere i rifiuti campani, <<nel nome dei bambini(...)>>etc... Dimenticando che proprio la Bresso con il sindaco di Torino Chiamparino prometteva la chiusura della discarica di Basse di Stura (Per chi vuole approfondire, sullo stesso FORUM "Bresso Chiamparino fanno molta confusione sui rifiuti").

Non posso non notare che la zarina è proprio un'ambientalista anomala, infatti, vuole accellerare la linea Torino-Lione, consigliando adeguamenti procedurali per accellerare l'iter (Legge obiettivo), sembrerebbe che Luca Cordero di Montezemolo ringrazi la zarina ogni mattina con una bella fetta di torta e qualche pasticcino.
Senza parlare dello scempio della magnifica collina torinese ma indovinate un pò... scordando il passato da partigiana, proprio sulle belle colline, la zarina vuole fare la Tangenziale EST, anzi per la zarina è una prioprità!!!.

Non c'è dubbio la Mercedes Bresso è una vera ambientalista, infatti, il promotore di quello che chiameremo "IL PROGETTO SALVA TORINO" , il macellaio di fiducia, Gianfranco Maza, d'Purta Pila (come si dice in piemontese) macellaio ma anche presidente della Cooperativa del mercato coperto numero 4, quello dell'orologio, ha eseguito bene il proprio compitino, ha fatto bene i propri conti: risparmio energetico, NO!, risparmio e basta.
Non è trascurabile che proprio a Porta Pila, proprio per pulire il mercato ortofrutticolo e alimentare si spendano cifre esorbitanti producendo quintali e quintali di rifiuti.

Qualcuno dovrebbe spiegare alla Bresso e ai responsabili della Cooperativa che cos' è il raggiungimento dell'obiettivo -rifiuti-ZERO-... Ma forse in termini economici-ecologici tale discorso da alcuni settori della politica non è recepito.

Ho un dubbio... che con ambientalisti come la zarina rifiuti-ZERO rimarrà la vera utopia!!!.

26 SET 2008

E perchè mai dovrebbe alzarsi?

 

....Questo ingombrante e deturpante giocattolone penso sia solo il simbolo dell'affermazione personale di Salza e non di Intesa. E' inutile sprecare tante parole per convincere i cittadini sull'utilità dell'edificio. Unicamente introiti per le casse comunali! Non sarebbe meglio risparmiare tanti soldi, considerati anche gli ultimi avvenimenti tipo Lehman & Brothers?
E' giusto che ognuno esprima la sua idea, ma i "chi se ne frega" li trovo un po' pericolosi. La città deve guardare verso il futuro, ma con criterio.
Non sarebbe male una zona di edifici avveniristici, ma ben ragionata. Quel grattacielo sulla Spina, sarà una vera pugnalata per i residenti della zona e per l'intera città. In nome di cosa?
( n.b. Per il momento sono cliente di Intesa San Paolo, ma non so ancora per quanto)

Residente Cit Turin

25 SET 2008

Lasciate che il Grattacielo si alzi!

 

Perchè questa ostinazione?!. Ostinazione nel non volere un edificio di importante rilievo che può non fare altro che giovare alla nostra città!? Solo per non deturpare il paesaggio da "cartolina"?. Ma chi se ne frega! Perchè impedire a Torino di poter essere in qualche modo rivalutata in ambito sia nazionale che internazionale?! Senza più questo stereotipo di città chiusa legata solo ed esclusivamente alla Fiat! Questo è il mio pensiero. Spero lo rispettiate.

04 SET 2008

I LAVORATORI DI INTSA SNPAOLO; ABBANDONATI

 

IL GRATTACIELO NON SALZA

Alla luce dei 150 milioni già spesi da Intesa San Paolo ricordo che la sala Rossa si pronuncerà mercoledì 10 settembre per un voto che non si prevede poi così scontato, in bilico i consiglieri della sinistra, perlopiù divisi tra un SI e un NI mentre vi è la netta opposizione di Lega Nord e parte della 'destra'.
Cerutti e Cassano chiedono giustamente il rinvio della variante.

E' indubbio che il raffredamento della banca sia stato causato dal vincolo proposto da Sd e Prc sulla destinazione a terziario dell'edificio per almeno 10 anni, poichè l'edificio era già stato progettato in modo da trasformarsi rapidamente da uffici ad appartamenti, ma questo aspetto, non secondario, dai sindacati Fabi-Cisl non veniva opportunamente recepito.

Sarebbe strano che il sindacato (maggioritario all'interno della banca) possa pensare alle ricadute occupazionali di tale progetto, evidentemente all'interno della banca non è stato mai presentato un piano di sviluppo occupazionale, evidenziando così l'inutilità del progetto stesso.

Quello dei lavoratori poteva essere l'unico ostacolo 'interpretativo' che ostacolava una decisione serena per quei consiglieri della sinistra ancora indecisi, visto che i sindacati (il sindacato) non pensano seriamente a sviluppi occupazionali o non ne vogliono proprio tener conto, va da sè che la scelta opportuna sarebbe quella di BOCCIARE LA VARIANTE al piano regolatore.

Cordiali saluti.
Fabio Visetti
www.fabiovisetti.com
(Partecipa al FORUM ecologista)
http://www.network54.com/Forum/584098/

22 LUG 2008

"Cieli su Torino".

 

'CIELI SU TORINO' Il silenzio e l'insolito.
Acrilico su pannello di compensato, 150 x 110 (2008)


Spero di far cosa gradita nell'invitarVi alla lettura della sottostante motivazione che mi ha ispirato a comporre il quadro.
Un significato che non si sovrappone al senso più autentico della composizione, alla mia intima essenza artistica.
Bisogna aprirsi all'opera d'arte come ad una sorta di esperienza mistica perchè susciti emozione...



L'opera: 'CIELI SU TORINO' è stata esposta nell'ambito della mostra collettiva organizzata dalla Associazione Artistico-culturale 'Armò-nia' di Settimo Torinese presso lo spazio espositivo; Chiesa della Antica Pieve, P.zza Alpini, Settimo Torinese ( addiacente alla Biblioteca Civica 'Gasti'.) dal28 Maggio al 2 Giugno 2008.

Per visionare foto:http://www.exibart.com/blog/blog.asp?idutente=5268






La chiamavano la piccola Parigi. ".....E i flussi di vita che l'attraversano nelle strade simmetriche si riducono a sorde vibrazioni lungo le venature chiare che l'incrinano."



Nei primi del 1700 Vittorio Amedeo II chiamò a Torino un giovane abate palermitano che aveva compiuto a Roma i suoi studi e la cui fama si diffuse in Europa: Filippo Juvarra.
Cresciuto alla scuola dell' arte barocca, l'abate architetto si era poi tuffato nelle forme classiche dei monumenti romani.

Il nuovo architetto messinese riusciva a dare un nuovo assetto alla città.
Città che di per se’ già stava mutando, incalzata dalla spinta dei tempi, dalle nuove strutture organizzative delle campagne e da quelle produttive, che determinavano un impellente bisogno di allargare i confini con grandi vie di comunicazione.


Molti nobili, legati alla corte e allo Stato con alte cariche lasciavano i castelli per prendere dimora in quella che veniva definita 'la piccola Parigi': Il fervore costruttivo si estese in eguale misura anche a filande, officine, cartiere, negozi, richiamando i primi immigrati : siciliani, sardi, e lombardi che abbandonavano la campagna per cercare a Torino lavoro e benessere.
Cominciava a nascere, con l'eco stravolgente della rivoluzione francese ,una dimensione torinese puramente barocca, meno sfarzosa, con lo scopo di stupire e suscitare meraviglia.
Possiamo vedere la città attraverso la descrizione dei grandi viaggiatori del Settecento e del secolo Romantico: Ghoethe, ad esempio, ebbe a dire "Torino è una delle più belle, oltre che delle più antiche città d'Europa".


Altrettanto appassionati i sentimenti del poeta Alphones de Lamartine: "Je ne me figurais pas une ville auissi belle que Turin....Plus j'avance, plus je vois d'autres villes, moins j'espére de retrouver jamais Turin".


Dopo Vittorio Amedeo e i suoi successori fino all'alba del 1 Gennaio 1861, Torino nella sua "charme", aumenta la sua prorompente teatralità, per le vie di Torino, nei ristoranti e nei caffè si vedevano deputati e senatori di quel primo parlamento italiano: Garibaldi, Verdi, Bixio, D'Azeglio, La Marmora, Crispi, Cadorna, e naturalmente Cavour.
Torino Capitale contava 186.000 abitanti. Si aprirono Ambasciate e Ministeri, ed ogni settore lavorativo ne risentì beneficamente: intanto continuava il cammino della rivoluzione industriale, e le nuove idee.


Ma presto avvenne quello che ai torinesi sembrò l'inizio della fine: la capitale trasportata a Firenze.
L'alto prezzo di questa rinuncia forse, permise all'identità dei torinesi di rimanere immutata.
Qui sta forse il destino di Torino. Una città che per rimanere nella storia non può fermarsi mai.


Si possono ricordare importanti traguardi che hanno accompagnato il cammino del suo progresso, fu ad esempio la prima città a realizzare l'illuminazione elettrica ed i grandi eventi mondiali: L'Esposizione Internazionale del 1884, con la creazione del Borgo del Valentino, nel 1911 con la grande Esposizione Universale, (a ridosso del borgo Medievale era sorta una vera e propria città, stupefacente ed eterogenea, ora liberty, ora arabeggiante, tutta stucchi, cupole, statue. (Un mondo incantato e affascinante, che rimase a lungo nella memoria.)
Da ricordare l'esposizione internazionale per il centenario dell'Unità d'Italia del Maggio 1961, fino alle recenti Olimpiadi invernali.
Torino si esprime rivoluzionando l'impostazione sabauda: in una discussione al "caffè Burello" di Corso Vittorio angolo via Rattazzi, il 1 Luglio 1899 si trovavano alcuni amici; Giovanni Agnelli, Luigi Scarfiotti, Emanuele Bricherasio, Roberto Biscaretti di Ruffia, Michele Ceriana Mayneri, Alfonso Ferrero di Ventimiglia, Luigi Damevino, Carlo Racca. Questi, accumunati da un forte spirito imprenditoriale, decidono di investire complessivamente ben ottocentomila lire per un progetto relativo ad una invenzione americana che, sfruttando l'energia termica di un motore alimentato a benzina, consentiva rapidi trasporti.
Esattamente dieci giorni dopo nasce la "Fabbrica Italiana di Automobili di Torino", il cui atto costitutivo viene registrato presso il notaio Torretta di via Arsenale 6 a Torino. Quello che succede successivamente è storia nota.......


E' un vero peccato....


Questa Torino del 2008 con il "Grattacielo della Banca Intesa-Sanpaolo" progettato da Renzo Piano, sconvolge la Torino taurinorum, la città del barocco e liberty, rovinando le suggestioni degli antichi palazzi, vie e chiese, il suo aspetto esoterico, i suoi straordinari scorci visivi, la sua architettura.......
A Torino la costruzione di edifici di grande altezza ha riguardato casi sporadici : a parte l'edificio di Alessandro Antonelli, pensato come "Tempio Israelitico" ma adibito poi a museo e chiamato Mole Antonelliana, diventato simbolo della torinesità, ( così come i 'toret', le piccole fontanine che un tempo dissetavano i passanti con un' ottima acqua proveniente da Balme).

Orgogliosamente oggi la Mole espone il Museo Nazionale del cinema. Pensare che alla fine degli anni '70 l'Assessore Costa Magna adibiva a suo uso personale una 'tavernetta' nei locali sottostanti la Mole, invitava i suoi amici e conoscenti ad allegre bevute di buon vino...) Fu poi Diego Novelli a dargli lo sfratto.


Il primo vero grattacielo ( La torre Littoria di Piazza Castello) viene costruito a celebrazione dell'ammodernamento di Via Roma ( anni '30 ) dopo la devastazione e demolizione delle architetture barocche preesistenti, per ordine del Duce.

Ogni importante città doveve avere una via centrale per le parate delle camice nere! A questo si aggiunse la corposa speculazione di Assicurazioni, Banche, etc, operata già in nome della sicurezza ("via prostitute e mendicanti dal centro cittadino!").


Il tema grattacieli riemerse nel dopoguerra (1948) : l'edificio di via Santa Teresa, il Reposi, di via XX Settembre, il grattacielo di Piazza Solferino. Questi edifici rimasero per lungo tempo privi di legittimità, costruiti cioè senza licenza edilizia, a testimonianza del fatto che all'epoca le decisioni in quanto a forme, luoghi e quantità si rivelassero di competenza esclusiva degli operatori privati.

La voglia di 'modernità' con la costruzione in centro di grattacieli proseguì nel corso degli anni '50/'60.
Torino in quel tempo, impegnata a fronteggiare le ondate migratorie che tutti conoscono, difficilmente si permetteva operazioni celebrative di virtù che non fossero direttamente legate alla produzione manifatturiera: così naque il grattacielo Lancia in Borgo San Paolo, quello della SIP in Corso Inghilterra, in restauro non per le esigenze dei cittadini bensi’ per diventare il Palazzo della Provincia, (ente che dovrebbe sparire!!!!) infine quello della RAI a Porta Susa, bello e ingombrante, nato per ragioni di visibilità aziendale, meno per quelle produttive, che rimase a lungo disabitato.


Questo indica che la realizzazione dei grattacieli ha rilevato nel tempo l'aspetto episodico, in ogni caso contrastante con l'impostazione architettonica della città, della sua "forma urbis". Infatti la realizzazione del grattacielo di 180 metri di Renzo Piano sulla Spina 2 area centrale nella zona Ovest di Torino, rovinerebbe lo "skyline" ottocentesco della Città, ben valorizzato dai giochi olimpici.
Il secondo gigante in vetro e acciaio ( il nuovo Palazzo della Regione Piemonte) spunterà nel 2010 nella zona occupata dalla fiat lungo via Nizza, alto 155 metri progettato da Massimiliano Fukas.


Secondo Guido Montanari, Storico urbanista, il problema non è la qualità del progetto di Piano, ma il contesto in cui si colloca.

Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologa Italiana, dice che il nuovo grattacielo rappresenterà l'emblema dell'insostenibilità ambientale applicata "a scenari caratterizzati da bassa densità energetica".
Le considerazioni del famoso architetto Piano possono essere affascinanti, come l’idea sulla multifunzionalità, ma chiunque visitasse il centro storico di Torino si renderebbe conto che quest'opera e' assolutamente fuori da ogni schema architettonico della citta', nonchè l'impatto panoramico a colpo d'occhio risulterà devastante. Inoltre la cornice delle alpi e in primo piano la mole antonelliana, insieme al grattacielo saranno paragonabili ad una scarpa da cerimonia ed uno zoccolo.


In definitiva per motivi di interesse economico (matrimonio bancario e la giunta del Sindaco Chiamparino) "tutto si compie"! Nella carrellata che ho trascritto, tratteggiata dagli eventi significativi della Città del Museo Egizio, di Don Bosco, dei Savoia, degli Agnelli, della Sindone, di Cesare Pavese, Gipo Farassino, Norberto Bobbio, Rita Levi di Montalcini, della Fiera del libro, e delle Olimpiadi. Ebbene basterà dunque recarsi al ponte Sassi dove Salgari consumò i suoi anni e alzare gli occhi al cielo per vedere il nuovo e trionfante grattacielo, tripudio della new economy, e per un attimo come in un gioco mentale, quella prospettiva annullerà il silenzio e l'insolito.....



Voglio terminare questa riflessione di presentazione della mia opera con un pensiero colto dal Blog di Adriano Celentano ( "Cosa stà succedendo" www.celentano.it) : "Ben venga quindi l'avvento della tecnica, poichè essa è un valore immenso per il progresso che deve andare avanti... Ma guai alla tecnica se il suo avanzamento va a minare le bellezze delle cose. E la bellezza delle cose è quella dell'arte impiegata nelle costruzioni del passato, che pur coi suoi cambiamenti, ha retto fino ai primi del '900. Un ponte necessario che separi le due culture affinchè non si elidano, come purtroppo accade per oggi i brutali accostamenti fatti dai comuni irresponsabili."